Bizzarra deità, bruna
come le notti, dal profumo mischiato di muschio e d'avana, opera di
qualche Obi, Faust della savana: ammaliatrice color d'ebano, figlia
della nera mezzanotte,
io preferisco alla costanza, all'oppio, alle notti, l'elisir della tua
bocca in cui l'amore si pavoneggia: quando verso di te i miei desideri
partono in carovana, i tuoi occhi sono la cisterna in cui bevono le mie
pene.
Attraverso i due grandi occhi neri, spiragli della tua anima, demonio
senza pietà, versa meno fiamme: io non sono lo Stige per
abbracciarti nove volte.
ahimè, e non posso, Megera libertina, per spezzare il tuo
coraggio e metterti alle corde, nell'inferno del tuo letto divenire una
Prosérpina.
Baudelaire
PAOLA CUOMO
--Nata Arte, per morire Arte--
amo
--La vita--
odio
--La falsità--
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--Categoricamente--
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